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Il successo contestato di Mnangagwa

zimbabwe kuowIl leader dello Zanu-Pf ha ottenuto in Zimbabwe la maggioranza assoluta (anche se di poco) dei voti. Ma Nelson Chamisa, il suo contendente principale, non accetta il verdetto e grida al broglio. Gli osservatori dell’Ue hanno evidenziato diverse criticità. E nel paese torna la violenza.

La commissione elettorale dello Zimbabwe ha ufficializzato la vittoria di Emmerson Mnangagwa alle elezioni presidenziali del paese svoltesi il 30 luglio. Mnangagwa ha ottenuto il 50,8% dei voti, mentre il rivale dell'opposizione, Nelson Chamisa, il 44,3%. Ma l'opposizione non ci sta: i risultati sono «falsi e non verificati», dice il leader del Movimento per il cambiamento democratico (Mcd) Nelson Chamisa, mentre il suo partito annuncia una azione legale contro il voto "truccato". La tensione politica si è trasformata anche in violenza quando le proteste dei sostenitori dell’Mcd si sono trasformate in scontri con la polizia, che ha ferito 14 manifestanti e ne ha uccisi 6.

La violenza post-voto

Se la giornata prima delle elezioni era stata caratterizzata dalle pesanti dichiarazioni dell’ex presidente Mugabe, che parlando per la prima volta in pubblico dopo le sue dimissioni aveva invitato gli elettori a non sostenere il suo vecchio partito, lo Zanu-PF, ma a preferire l’Mcd, le giornate post voto sono state contraddistinte da accuse e violenze.
Molti sostenitori di Chamisa, indispettiti dal ritardo nella pubblicazione dei risultati sono scesi in piazza per protestare, dando luogo a numerosi scontri con la polizia che hanno portato alla morte di 6 persone il 1° agosto. Le forze di sicurezza, intervenute per riportare l’ordine, hanno preso il pieno controllo della capitale Harare e hanno arrestato 18 persone, tra cui anche alcuni membri dell’Mcd. Degli ufficiali, infatti, hanno fatto irruzione negli uffici del partito di opposizione e dopo aver condotto alcuni arresti hanno anche sequestrato diversi computer. Chamisa, che risulta iscritto tra gli indagati per incitamento alla violenza pubblica pur avendo ripetutamente chiesto ai propri sostenitori di protestare in modo pacifico, ha parlato dell’irruzione e del sequestro dei computer come di un tentativo di rimuovere le prove raccolte dall’Mcd sui brogli elettorali compiuti dal partito di Mnangawa. Se da un lato Chamisa ha pubblicamente cercato di calmare gli animi, dall’altro ha alimentato la tensione politica disconoscendo l’esito del voto e lanciando pesanti accuse contro la commissione elettorale dello Zimbabwe, ritenuta al servizio dello Zanu-PF. «Il signor Mnangawa lo sa, ha perso queste elezioni. Se avesse vinto, i risultati sarebbero stati pubblicati immediatamente. Invece loro stanno rimescolando i dati per arrivare al risultato che desiderano», ha dichiarato Chamisa.

Le perplessità europee

Gli osservatori dell’Unione europea, presenti alle elezioni per la prima volta dal 2002, hanno evidenziato diverse criticità. Una su tutte: l’eccessivo ritardo con cui sono stati resi noti i risultati. Lo stesso capo degli osservatori, il tedesco Elmar Brok, ha dichiarato di non aver capito perché l’esito sia stato diffuso con così tanto ritardo. «Più tempo trascorre tra il voto e la pubblicazione dei risultati, meno le elezioni saranno credibili, quindi chiedo che i risultati siano diffusi il prima possibile. Inoltre i voti delle presidenziali sono stati contati per primi. Quindi non capisco perché siano stati pubblicati per ultimi».  Infine, gli osservatori europei hanno denunciato una diffusa sfiducia nella commissione elettorale e una forte differenza in termini di opportunità tra i partiti.

Le congratulazioni di Ramaphosa

A congratularsi immediatamente con Mnangagwa è stato invece Cyril Ramaphosa, presidente del Sudafrica, vicino ingombrante dello Zimbabwe. In una nota diffusa dall'ufficio della presidenza, Ramaphosa ha rivolto un appello a tutti i leader politici e al popolo dello Zimbabwe affinché «accettino l'esito delle elezioni e, qualora dovessero avere delle rimostranze, rispettino i limiti legali previsti dalla Costituzione e dalla legge elettorale». Ramaphosa ha anche espresso la sua preoccupazione per le violenze avvenute lo scorso 1 agosto. Il presidente sudafricano ha infine riaffermato il suo impegno a lavorare a stretto contatto con Mnangagwa «per rafforzare le relazioni storiche e fraterne che esistono tra il Sudafrica e lo Zimbabwe, con particolare attenzione al rafforzamento della cooperazione economica nelle aree prioritarie identificate reciprocamente dai due paesi».
da Nigrizia

Tags: Politica, Zimbabwe

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