Chi siamo / La nostra storia

Il Camerun punta sull’acqua

slides 4Un nuovo sistema di sbarramenti sul fiume Sanaga permetterà al paese di ottenere energia elettrica sufficiente per la popolazione, per le attività industriali ed anche per l’export. Uno sviluppo pagato però caro, in termini di costi sociali e ambientali.


Un sistema di dighe per illuminare il Camerun. A metà del mese di luglio è stata posata la prima pietra dell’impianto idroelettrico da 30 megawatt, alimentato dalla diga di Lom-Pangar, che dovrebbe fornire energia a 150 villaggi nell’est del paese. Secondo le stime della Banca Africana per lo Sviluppo sarebbero 10 milioni gli abitanti ancora privi di elettricità in Camerun. Eppure il paese, a partire dai dati forniti dalla Banca mondiale, occuperebbe il terzo posto per potenziale idroelettrico nell’Africa Sub-sahariana, con una produzione possibile di 12.000 megawatt.
Lom-Pangar è la diga più grande, con una capacità di 6 miliardi di metri cubi d’acqua. L’opera è stata realizzata dalla ditta cinese China international water & electric corporation (Cwe) e finanziata dalla Banca mondiale, dalla Banca africana per lo sviluppo, dalla Banca europea per gli investimenti e dall’Agenzia francese per lo sviluppo, per un totale di almeno 460 milioni di euro.

Energia per lo sviluppo

Il progetto è stato lanciato nel 2010 dal governo e dall’azienda pubblica Electricity development corporation (Edc) con lo scopo di assicurare una maggiore produzione di energia, destinata alla popolazione, alle attività produttive e all’esportazione. La diga, che dovrebbe diventare operativa alla fine del 2018, è composta da una barriera alla confluenza tra il fiume Lom e il Pangar, prima che si congiungano al Sanaga, per sfruttare al massimo la capacità energetica di uno dei principali corsi d’acqua del paese. La compagnia Edc punta ad elettrificare almeno metà del Camerun entro il 2022, quando entrerà in funzione anche la diga di Nachtigal, sempre sul fiume Sanaga.
Lo sbarramento di Lom-Pangar, infatti, non è l’unico impianto idroelettrico sul fiume. Insieme a Nachtigal, alla centrale di produzione di Song Loulou, realizzata dall’italiana Salini Impregilo e a quella di Edéa, fa parte di un sistema di sbarramenti finanziati dalla Banca africana per lo sviluppo che, a pieno regime, dovrebbe rifornire circa 500.000 abitazioni.

Costi ambientali e sociali

L’elettricità dovrebbe arrivare anche alle aree rurali, ma non senza costi, in termini ambientali e sociali. Già nel 2013 la Rete camerunese delle organizzazioni per i diritti umani (Recodh) aveva condotto una ricerca interpellando 69 villaggi impattati dal progetto di Lom-Pangar. La rete di organizzazioni in un rapporto denunciava la mancanza di informazioni, la difficoltà per le popolazioni locali ad accedere alla giustizia, la corruzione degli ufficiali governativi e delle compagnie coinvolte nel progetto. Secondo le associazioni della società civile, in pochi fecero causa contro l’esproprio delle loro terre, alcuni denunciarono di aver ricevuto minacce e molti accusarono lo Stato di non aver corrisposto le compensazioni promesse.
Non ci sono numeri precisi di quante persone siano state effettivamente espropriate per la realizzazione della diga di Lom-Pangar. Nello studio di impatto ambientale del progetto si parla di circa 3.000 persone da ricollocare. Il documento sottolinea una delle attività economiche maggiormente impattate dalla costruzione della diga: l’agricoltura. La zona produttiva finita sott’acqua sarebbe pari a 267 ettari, molti dei quali coperti da alberi da frutto. Almeno sulla carta, il progetto prevedeva la compensazione pecuniaria per la perdita di coltivazioni e attività produttive, e il supporto per la concessione di una nuova terra. Nel gennaio di quest’anno il governo camerunese ha annunciato di voler concedere compensazioni alla popolazione impattata dalla costruzione dei tralicci ad alto voltaggio che trasporteranno l’energia dalla diga alla città di Bertoua, nell’est del paese. Per questo ha stanziato 400.000 euro per risarcire circa 500 persone provenienti da 17 villaggi.
I numeri relativi agli allontanamenti forzati per il bacino di Lom-Pangar sembrano essere fuori scala se si fa un confronto con la diga di Natchigal, il cui bacino occupa una superficie di appena 420 ettari, ben distanti dai 54.000 della diga di Lom-Pangar. Nel 2016 la Commissione di valutazione dell’impatto sociale e ambientale di Natchigal aveva stimato lo sfratto di circa 2.000 persone, di cui più di 800 agricoltori.
L’impatto delle dighe in Camerun si fa sentire anche sui parchi naturali. Lo sbarramento di Lom-Pangar coinvolge direttamente la riserva di Deng Deng, una delle più ampie aree di conservazione del paese in cui vivono specie protette come: gorilla, scimpanzé, elefanti e ippopotami. A non essere considerati nelle analisi di impatto ambientale della diga sono invece i popoli indigeni che abitano le foreste ai margini dei parchi naturali e che vivono di caccia e raccolta, come i Baka e i Bakola.
da Nigrizia

Tags: economia, ambiente, Camerun

Ultime notizie

Noi missionari di frontiera

Noi missionari di frontiera

10-10-2017

Lo specifico dei comboniani è...

Il futuro è dei droni? Sì, però...

Il futuro è dei droni? Sì, però...

05-10-2017

Cos’hanno in comune droni e t...

Somalia, violenze al top

Somalia, violenze al top

04-10-2017

Il paese del Corno d’Africa d...

Togo, ritorno alla Costituzione del 1992?

Togo, ritorno alla Costituzione del 1992…

28-09-2017

La società togolese sembra e...

La Corte suprema invalida le presidenziali

La Corte suprema invalida le presidenzia…

01-09-2017

I giudici hanno accolto il ricorso ...

I milioni qatariani per arabizzare il Darfur

I milioni qatariani per arabizzare il Da…

25-08-2017

Da Doha altri 70 milioni di dollari...

Nyerere santo

Nyerere santo

22-08-2017

Il 27 di agosto papa Francesco rice...

Il Camerun punta sull’acqua

Il Camerun punta sull’acqua

04-08-2017

Un nuovo sistema di sbarramenti sul...

Il dinosauro non molla

Il dinosauro non molla

03-08-2017

Il 93enne Robert Gabriel Mugabe, do...

Boko Haram, per nulla sconfitto

Boko Haram, per nulla sconfitto

26-07-2017

La minaccia terrorista nel nordest ...

Evoluzione non Ogm

Evoluzione non Ogm

21-07-2017

La conoscenza dei contadini è...

Kenya, elezioni sotto le bombe a Lamu

Kenya, elezioni sotto le bombe a Lamu

20-07-2017

Nelle scorse settimane la zona di L...

logo

MONDO APERTO ONLUS
Missionari comboniani
RAPPRESENTANTE LEGALE: P. CODIANNI LUIGI FERNANDO
Vicolo Pozzo, 1
37129 Verona

Tel: +39 045 8092200
Fax: +39 045 8004648

Email: onlusmccj@comboniani.org