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Dic16

Gli auguri di P. Lorenzo Farronato (Rép. Dém. Congo)

Categories // Africa

         Auguro a tutti un santo Natale e un buon 2017


Carissimi amici, collaboratori, pace e bene.
Sono di nuovo qui a Bondo, nel cuore dell’Africa. Il rientro è stato un po’ carico di suggestioni. Il 19 settembre, pochi giorni prima della mia partenza c’erano stati disordini a Kinshasa che sono costati la vita a 50, forse 100, persone. Si teme che per la fine dell’anno ce ne saranno altri. Per ora il Paese è sotto un regime pesante che impedisce dimostrazioni e blocca anche emissioni di alcune radio locali e internazionali.

Ci sono stati massacri nell’Est del paese, ci sono incursioni degli LRA a pochi km da Bondo e anche a pochi km da Bambilo. Ci sono invasioni di mandrie con qualche migliaio di bovini provenienti da paesi limitrofi. E la gente soffre mentre tra oro, diamanti e simili il Paese è sfruttato a favore di pochi.
Nella nostra zona ci mancano anche le strade. Ancora una volta ho passato la notte nel Bus bloccato davanti a un tratto fangoso. Solo all’alba si è superato l’ostacolo dopo un po’ di lavoro per togliere il fango e con l’aiuto di un grosso carro attrezzi. Nel tratto in moto si ha l’impressione di passare sotto una lunga galleria. Quando esci dalla galleria e arrivi a Bondo resti quasi sorpreso a vedere che oltre la lunga galleria c’è una città viva e pensare che è fornita quasi totalmente da trasportatori in bicicletta o in moto. Ti piange poi il cuore nel vedere giovani che spingono i loro carichi per centinaia di Km. Nelle salite li vedi spingere con gli occhi letteralmente fuori dell’orbita e tu ti trovi là come spettatore preso da compassione e impotente. Rimani meravigliato nel vedere come l’uomo è capace di adattarsi a tutto.
La nostra comunità è composta di 5 Comboniani: un Messicano medico che lavora all’ospedale è fratello (non sacerdote) un secondo fratello (non sacerdote) specializzato in diritto, lavora nell’insegnamento, negli incontri di Giustizia e pace ecc., e tre sacerdoti due giovani Congolesi e io, l’anziano.
C’è una parrocchia nascente; il Centro Pastorale; e ci sono varie altre occupa-zioni tra cui la costruzioni di scuole.
Penso che la nostra comunità sia un segno di comunione: persone tanto diverse per origine e formazione che vivono insieme come famiglia. Non mi dilungo sui nostri impegni vorrei parlare invece di una certa quotidianità di questo luogo particolare.
- Il mattino alle 6 mi impressiona vedere la folla che cammina lesta per andare al mercato. Soprattutto sono donne che comperano per rivendere al centro della città con un misero beneficio di sopravivenza.
Ora cito solo alcuni fatti di questi ultimi giorni.
- Una bimba di 6 anni stanotte è morta in casa per il morso di un lungo serpente; frequentava la prima elementare.
- All’ospedale c’è un uomo, è stato picchiato, tagliuzzato con segni particolari, forse una specie di firma dei banditi della LRA (bande armate nella foresta) che l’hanno lasciato in fin di vita e hanno portato via il suo amico con la merce rubata. La gente del villaggio è fuggita nella foresta abbandonando casa e tutto. Questo è avvenuto a 35 Km da Bondo e son fatti che si ripetono in modo imprevedibile. La cosa più grave è che portano via gli adolescenti dalle scuole per farli membri del loro gruppo.
- Celebro la messa in un villaggio, incontro due giovani tristi; il loro papà era stato ucciso pochi giorni prima in modo brutale perché, come capo del villaggio, aveva preso una decisione che non è piaciuta al suo uccisore.
- Nello stesso villaggio mi conducono a salutare una vecchietta tutta raggiante; era stata battezzata qualche giorno prima dal catechista e ora desiderava l’Eucaristia.
- Ogni settimana celebro l’Eucaristia in una specie di piccolo “Cottolengo” dove ci sono oltre una ventina di persone abbandonate, ma che sono perle agli occhi di Dio che le ama. Chi le assiste è veramente un riflesso del volto di Dio. Lì il cuore si dilata.
- Un ammalato prega per essere libero da rancori verso chi gli fa del male. Forse pensa che il suo male gli sia stato buttato addosso col mal occhio. Un altro prega per essere capace di scegliere ciò che è necessario e lasciare ciò che distrugge. Pensa alla sua dipendenza dal bere e ne sta uscendo bene.
- Passo spesso davanti a un povero-ciabattino: al mattino mette un cartone per terra all’ombra, vi si siede e aspetta clienti. Io passo, lui mi guarda e mi saluta con un sorriso che illumina il mio cammino. Non chiede nulla per sé.
Sono tanti i doni e le gioie che il Signore mi dà. Dovrei essere più capace di lodare Dio che è grande nelle sue creature più povere e umili.
Durante le vacanze e ancora in seguito rimango spesso ammutolito di fronte ad amici tanto disponibili al servizio e generosi nell’aiutare la nostra missione da essere un segno di un Dio che a partire dall’incarnazione nella culla di Betlemme continua a farsi amorosamente presente in mezzo ai più poveri. Sempre più forte si sta confermando nel mio cuore questa certezza che in questo mondo dove c’è ancora tanto egoismo alla fine l'Amore vincerà. Con Lui, come dice S. Paolo saremo supervittoriosi! Questa è la speranza che mi nasce in cuore mentre penso ai tanti vostri atti di generosità. Il Bimbo Gesù, Dio fatto uomo, sta trasformando l'uomo a sua immagine. Allora il cuore canta: Sei grande Iddio! Con questi sentimenti auguro a tutti un santo Natale e un anno nuovo colmo delle benedizioni di Gesù.
p. Lorenzo

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