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weahL’uomo cresciuto in una baraccopoli di Monrovia alla fine ce l’ha fatta. La sua lunga galoppata politica, partita nel 2005, è finita ora con la vittoria al secondo turno contro Joseph Boakai, candidato del partito dell’Unità, attualmente al potere in Liberia. La sua si annuncia come una sfida di governa in salita.

Da stasera è ufficiale: George Tawlon Manneh Oppong Ousman Weah è il 25° presidente della Repubblica di Liberia. La leggenda del Milan ha conquistato la presidenza con il proprio partito, il Congresso per il cambiamento democratico (CdC). La Commissione elettorale nazionale liberiana (Nec) ha annunciato in serata i risultati provvisori del secondo turno delle elezioni presidenziali: con il 98,1 delle schede conteggiate, la star del calcio ha ottenuto il 61,5% dei voti, battendo così lo sfidante Joseph Boakai, finora vice presidente. Il primo turno delle presidenziali si era tenuto lo scorso 10 ottobre.
Il CdC è lo stesso partito con il quale si era già candidato nelle elezioni presidenziali del 2005, le prime celebrate in Liberia dopo la guerra civile, che dal 1999 al 2003 insanguinò il paese, contrapponendo le forze fedeli al criminale di guerra ed ex presidente Charles Taylor e i ribelli del Lurd (Liberiani uniti per la riconciliazione e la democrazia).
Weah, oggi 51enne, nel 2005 perse al ballottaggio contro l’economista Ellen Johnson Sirleaf, la prima donna eletta alla guida di un paese africano, rimasta in carica per due mandati e insignita del Premio Nobel per la Pace nel 2011.
Dodici anni dopo, King George, come lo soprannominarono i tifosi del Milan, è riuscito ad aggiudicarsi il ballottaggio sconfiggendo il vicepresidente uscente, il 73enne Joseph Boakai, candidato del partito dell’Unità, attualmente al potere in Liberia.

I primi calci

Il nuovo presidente della Liberia è nato a Clara Town, una delle tante baraccopoli della capitale Monrovia, dove fu cresciuto dalla nonna paterna Emma e cominciò a tirare i primi calci al pallone per poi esordire negli Young Survivors, la squadra di Clara Town. Ma la sua carriera calcistica cominciò realmente nel 1985 nel Mighty Barolle, dove giocherà per una stagione per poi vestire la maglia degli Invincible Eleven, la squadra più titolata della Liberia, dove rimarrà fino al 1987.
Tuttavia, il livello del calcio liberiano lascia alquanto a desiderare e George decide di andare a giocare in Camerun nel Tonnerre Yaoundee, con cui disputerà il campionato 1987-1988. Poi, l’allora CT del Monaco Arsene Wenger lo vuole nella sua squadra e il Re Leone lascia l’Africa alla volta dell’Europa per scrivere a caratteri indelebili il suo nome sulla mappa del calcio mondiale.
Weah vestirà la maglia di alcune tra le più prestigiose squadre europee come il Paris Saint-Germain, il Milan, il Chelsea, il Manchester City e l’Olympique Marsiglia. E sarà l’unico giocatore africano ad aggiudicarsi il Pallone d’oro.

La passione politica

Dopo il suo ritiro dal calcio giocato, avvenuto nel 2002, si mostrò subito attivo all’interno delle istituzioni liberiane, diventando in breve tempo una figura di riferimento nel panorama politico del paese.
Dopo la sconfitta elettorale del 2005, trascorse un periodo negli Stati Uniti durante il quale conseguì una laurea in Business Administration alla DeVry University di Miami. Nel 2009, fece ritorno in patria per sostenere il candidato del Cdc al Senato in un’elezione suppletiva nella contea di Montserrado. Due anni dopo annunciò di volersi ricandidare alle presidenziali, ma alla fine venne designato come vicepresidente di Winston Tubman e fu nuovamente sconfitto.
Nel 2014, è stato eletto al Senato nel seggio della contea di Montserrado battendo di larga misura Robert Sirleaf, il figlio della presidente Ellen Johnson-Sirleaf. Poi, nel 2016 ha annunciato di volersi candidare di nuovo alla presidenza e lo scorso ottobre ha vinto con il 38,4% dei voti il primo turno delle elezioni, funestato però dalle accuse di “frodi e irregolarità” lanciate nei confronti della Commissione elettorale dal candidato del Partito della Libertà, Charles Brumskine.
Il secondo turno avrebbe dovuto tenersi lo scorso 7 novembre, ma è stato posticipato dal ricorso presentato da Brumskine, che lo scorso 7 dicembre è stato annullato dalla Corte Suprema, che ha riconosciuto valido l’esito del primo turno e ha avviato le procedure per il ballottaggio che ha sancito la vittoria di George Weah.
«Sono profondamente grato alla mia famiglia, ai miei amici e ai miei leali sostenitori che hanno contribuito alla nostra campagna durante questa lunghissima stagione elettorale», ha scritto Weah su Twitter, poco prima che i risultati ufficiali fossero annunciati.
E il nuovo presidente avrà ancora bisogno di tutto il loro sostegno nell’affrontare la partita più difficile della sua vita: quella di rilanciare l’economia un paese poverissimo, le cui risorse sono controllate dalle multinazionali straniere e il tasso di disoccupazione è superiore al 50%.
da Nigrizia

Tags: Politica, Liberia

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