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Auto medica e farmaci di prima necessità

Progetto n° 276/2017

Amici e benefattori carissimi,

276 03Un giardiniere, là dove era stato sepolto; un amico straniero che frigge i pesci sul lago di Tiberiade per pescatori  spossati;
uno sconosciuto, che si fa compagno, incontrato sulla strada di Emmaus... E lo si riconosce, vivo, perché ti chiama per nome, come: “Maria!”, al sepolcro; perché la pesca è finalmente abbon- dante; perché lo spezzare il pane è gesto umile e quotidiano di comunione.
Sì, il Risorto di Pasqua lo puoi scoprire nei fatti più comuni e familiari della vita.
Un po’ come fanno tanti missionari (ma anche tanti che vivono per gli altri) che hanno avuto il dono di testimoniare la quotidia- nità della vita di Gesù, la vita di Nazaret, vissuta nella semplicità, nell’impegno del lavoro, nel guardare e considerare tutti come fratelli e sorelle. Sempre vicini agli altri. Dialogando con tutti, perché il dialogo smonta i pregiudizi reciproci e avvicina fino a trasformarsi in amicizia che vive di  fraternità.

BUONA PASQUA

Progetto:  276 /17

AUTO MEDICA E  FARMACI  DI  PRIMA NECESSITÀ

Responsabile del progetto: Fratel Claudio Bozza

Il Sud Sudan è un paese senza sbocco sul mare nel centro-est dell’Africa. È indipendente dal 9 luglio 2011 (dal Sudan) ed è quindi il più giovane paese del  mondo.276 00Il 90% della popolazione vive in povertà assoluta. Il paese dipende molto dagli aiuti esterni. I prodotti di prima necessità sono ancora importati dal nord o da paesi limitrofi: Uganda e Kenya.
I Missionari Comboniani sono presenti in Sud Sudan in diverse località. Una di queste è il villaggio di Talì, a circa 250 Km a nord di Juba (capitale del paese), da cui dipende tutta la logistica della missione, dai rifornimenti di ogni genere agli uffici governativi, dai mercati alle medicine e organizzazioni varie.
Scarse e scadenti sono le vie di comunicazione e la copertura telefonica; questo rende Talì una località raggiungibile con molta difficoltà, abbandonata e non appetibile da un punto di vista commerciale. L’attività prevalente è la pastorizia praticata dalla popolazione seminomade.
I settori che più risentono di questo isolamento sono il sanitario, lo sviluppo in generale e l’educativo/formativo; le scarse possibilità di sviluppo hanno indotto molti giovani ad abbandonare Talì alla ricerca di un futuro migliore nei centri urbani più sviluppati.
La presenza dei missionari comboniani non era nuova nella missione di Talì,  dato che dalla stessa erano stati espulsi negli anni ’60. Dopo decenni di violenti conflitti che interessarono l’intero paese e particolarmente la parte meridionale, la missione di Talì rinasce ufficialmente agli inizi del 2009 affidata ancora ai missionari comboniani.
Tra le attività missionarie è di rilievo l’azione sanitaria inizialmente svolta all’interno di una semplice capanna di paglia; successivamente con l’aiuto di persone generose si è riusciti a costruire un piccolo dispensario in muratura.  Ora  è  un  centro  frequentato da molte persone, non solo del luogo, ma anche provenienti da lontano. Frequenti i casi di malaria sia in adulti che bambini. In media vengono visitate un centinaio di persone al giorno. Sono seguiti anche un gruppo di lebbrosi che rischierebbero altrimenti di rimanere emarginati.
L’obbiettivo del progetto è di portare un aiuto a livello sanitario ad un maggior numero di persone che, a causa della distanza o della loro situazione sanitaria, non potrebbero raggiungere fisicamente il centro.
Si vorrebbe raggiungere i villaggi più lontani dalla missione, almeno una volta alla settimana, e possibilmente lasciare sul territorio persone di riferimento a cui la popolazione possa rivolgersi in caso di necessità.
Il progetto prevede l’acquisto di un mezzo di trasporto idoneo, attrezzato e fornito di farmaci specifici per la cura della malaria e della lebbra e di prima necessità, una sorta di dispensario ambulante per portare sollievo alle persone dei piccoli villaggi che sono disseminati nell’area geografica di  Talì.
Il costo totale del progetto è stimato in 98.000,00 euro.
Il comboniano fratel Claudio Bozza, originario di Arzengrande (Padova) è il responsabile del progetto. Anticipatamente ringrazia quanti offriranno il loro aiuto per la realizzazione del progetto.

 

Auto medica e farmaci di prima necessità

Tags: Sud Sudan, Talì, Sanità

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