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Il cobalto sfratta 100mila persone

Si tratta degli abitanti della città di Kasulo (sudest del paese, provincia di Lualaba). Le loro case impediscono lo sfruttamento del minerale che secondo il governatore frutterebbe 10 miliardi di dollari allo stato. Previsto un indennizzo per(sebastian meyer) gli sfrattati.


Secondo le autorità politiche della provincia di Lualaba (sudest della Repubblica democratica del Congo) la città di Kasulo, non lontano da Kolwezi, va smantellata e i suoi abitanti trasferiti. La ragione è che la città è costruita sopra una miniera di cobalto – minerale richiesto dal mercato mondiale in quanto utilizzato per le batterie al litio degli smartphone e delle auto elettriche – il cui sfruttamento farebbe entrare nella casse dello stato dieci miliardi di dollari. E ci sarebbe già pronto un piano per la delocalizzazione e l’indennizzo di circa 100mila persone, con un costo di 800 milioni di dollari.
Lo ha dichiarato all’agenzia France Presse, Richard Muyej, governatore della provincia. Il quale ha aggiunto che «il suolo e il sottosuolo non appartengono ai singoli individui ma allo stato» e che coloro che hanno un titolo di proprietà sono di fatto «locatari sul suolo dello stato». Parole inquietanti, considerato che si tratta di uno stato instabile, con alto tasso di corruzione e con una classe politica inadeguata.
Comunque, a detta del governatore, i proventi delle riserve di cobalto della miniera di Kasulo sono stimati in 100 miliardi di dollari. Il Fondo monetario internazionale ha definito «irrealistiche» le previsioni di entrata per lo stato.
da Nigrizia

Tags: Congo, economia, Politica

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