Questo sito fa uso dei cookies soltanto per facilitare la navigazione.

  • L’ Associazione
    Missionari Comboniani
    Mondo Aperto Onlus


    Ha come finalità: la solidarietà umana,
    la promozione religiosa, sociale e culturale


    Aiutaci...

  • Opera sul territorio nazionale e nei paesi del sud del mondo
    per aiutare soggetti svantaggiati


    Secondo lo spirito di San Daniele Comboni


    Contiamo sulla tua solidarietà...

  • E’ apolitica e apartitica


    Senza scopo di lucro
    e persegue in modo esclusivo finalità di solidarietà sociale


    Conosci i nostri progetti

  • Le attività
    dell' Associazione
    Mondo Aperto Onlus


    e le sue finalità sono ispirate a principi di:
    pari opportunità tra uomini e donne nel rispetto dei diritti inviolabili della persona


    Aiutaci...

  • L’ Associazione
    Missionari Comboniani
    Mondo Aperto Onlus


    ha al suo attivo la realizzazione di numerosi progetti:
    scuole, strutture sanitarie, centri di formazione sociale e culturale


    Aiutaci...

  • L’ Associazione
    Missionari Comboniani
    Mondo Aperto Onlus


    ha come obbiettivo: dare dignità alle persone,
    costruendo relazioni di giustizia e solidarietà


    Aiutaci...

Battezzati e inviati - Castel Volturno

Rabat ha fatto pressioni, anche economiche, per convincere nove stati africani ad aprire i loro consolati a El Aiun e Dakla, nei territori del Sahara Occidentale occupati dal Marocco. Comore, Gambia, Gabon, Guinea, Repubblica RabatCentroafricana, Saõ Tomé e Principe, Costa d’Avorio, Burundi e Gibuti hanno risposto all’appello


Nel giro di tre mesi, tra dicembre e febbraio, la diplomazia marocchina ha convinto 9 stati africani ad aprire un consolato nei territori occupati del Sahara Occidentale, che né l’Unione africana (Ua), di cui tutti i protagonisti fanno parte, né l’Onu riconoscono sotto la sovranità del Marocco.
A cominciare sono state le Comore, che hanno aperto il loro consolato generale nel capoluogo dei territori, El Aiun, il 18 dicembre scorso alla presenza dei rispettivi ministri degli esteri. In meno di due mesi sono seguiti, distribuiti tra El Aiun e Dakhla, i consolati di Gambia, Gabon, Guinea, Repubblica Centroafricana, Saõ Tomé e Principe, Costa d’Avorio, Burundi e Gibuti, quest’ultimo primo membro della Lega araba a compiere il passo.
Ciò che colpisce di questo attivismo diplomatico è che due di questi paesi (Saõ Tomé e Comore) non hanno neppure un’ambasciata a Rabat. E che se ne fanno i nove paesi di un consolato nei territori occupati dove non vivono loro connazionali? Persone che peraltro il Marocco si affretterebbe a espellere, data la politica restrittiva verso i migrati subsahariani.
Non sono mancate voci critiche nei rispettivi paesi a quella che qualcuno definisce «diplomazia del portafoglio», poiché alcuni organi di informazione hanno messo in luce le contropartite economiche offerte dal Marocco. Per Rabat si tratta di portare avanti per vie di fatto e indirette quel riconoscimento della sovranità sul Sahara Occidentale che Onu e Ua non hanno mai concesso. La Repubblica araba sahrawi democratica (Rasd), che fa parte dell’Ua, ha immediatamente protestato perché in contrasto con la carta dell’Ua; seguita dall’Algeria che è giunta a ritirare «per consultazioni» il proprio ambasciatore in Costa d’Avorio, che nel giugno scorso aveva già aperto un consolato “onorario” a El Aiun. Ne è scaturito un vivace scambio di dichiarazioni tra Rabat e Algeri.
Il Marocco intende continuare però su questa strada, anche con altri mezzi. Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio ha fatto svolgere la sesta Coppa africana di fustal (calcio a 5) a El Aiun; per protesta, Sudafrica e Maurizio si sono ritirati e per questo sono sanzionati dalla Federazione africana di calcio. A metà gennaio il parlamento di Rabat ha approvato due leggi che fissano unilateralmente i limiti della frontiera marittima del Marocco, compresi i mille km di frontiera atlantica del Sahara Occidentale, suscitando le proteste della Rasd e le apprensioni della Spagna perché i limiti impattano sulla frontiera marittima delle Canarie.
da Nigrizia

Tags: Politica

Informazioni 5x1000

  • 5x1000 1
  • 5x1000 2
Un importante passo verso la pace

Un importante passo verso la pace

03-09-2020

La firma della pace tra il governo ...

Il papa: si cancellino i debiti dei paesi poveri

Il papa: si cancellino i debiti dei paes…

02-09-2020

Nel 2019, almeno 15 paesi africani...

La nostra lotta continua

La nostra lotta continua

01-09-2020

L'editoriale del numero di settembr...

Stiamo con i vescovi e con il popolo di Dio

Stiamo con i vescovi e con il popolo di …

05-08-2020

Una lettera di pieno sostegno all&r...

La fede si rinnova

La fede si rinnova

05-08-2020

È iniziata il 31 luglio e si...

Lo sciopero dei docenti paralizza le università

Lo sciopero dei docenti paralizza le uni…

16-06-2020

Questa volta il Covid-19 non c'entr...

Crisi dimenticate nel mondo, nove su dieci sono in Africa

Crisi dimenticate nel mondo, nove su die…

15-06-2020

Ad assegnare anche quest’anno...

Sahel, vittime del coronavirus e vittime della povertà

Sahel, vittime del coronavirus e vittime…

14-05-2020

Dalla capitale del Niger padre Maur...

L’esilio forzato dei migranti in Africa

L’esilio forzato dei migranti in Africa

12-05-2020

Dalla Somalia al Niger, dalla Libia...

Emancipazione della donna in Sudan, un percorso ancora lungo

Emancipazione della donna in Sudan, un p…

06-05-2020

L’approvazione di un emendame...

Cina e il contagio razzista verso gli africani

Cina e il contagio razzista verso gli af…

22-04-2020

La violenza scatenata contro gli af...

Coronavirus in Zimbabwe: «Ora i nodi vengono al pettine»

Coronavirus in Zimbabwe: «Ora i nodi ven…

21-04-2020

Nel paese la prolungata crisi econo...

 

MONDO APERTO ONLUS

Codice Fiscale: 93138170233

Vicolo Pozzo, 1
37129 Verona

Tel: +39 045 8092200
Fax: +39 045 8004648

Email: info@mondoaperto.it

RAPPRESENTANTE LEGALE:
P. CODIANNI LUIGI FERNANDO